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	<title>Global Academy</title>
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	<title>Global Academy</title>
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		<title>ISO 14001: cos&#8217;è, come funziona e perché conviene ottenerla</title>
		<link>https://globalacademy.srl/2026/07/21/iso-14001-guida-completa/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[francesca miano]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 21 Jul 2026 08:54:41 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[news]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La ISO 14001 è lo standard internazionale per i sistemi di gestione ambientale più adottato al mondo. In questa guida [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://globalacademy.srl/2026/07/21/iso-14001-guida-completa/">ISO 14001: cos&#8217;è, come funziona e perché conviene ottenerla</a> proviene da <a href="https://globalacademy.srl">Global Academy</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="font-weight: 400;"><em>La ISO 14001 è lo standard internazionale per i sistemi di gestione ambientale più adottato al mondo. In questa guida spieghiamo cos&#8217;è, come funziona, a chi si applica, quali vantaggi concreti produce — e come si inserisce nella strategia ESG di un&#8217;azienda.</em></p>
<h2>Cos&#8217;è la ISO 14001</h2>
<p style="font-weight: 400;">La ISO 14001 è la norma internazionale sviluppata dall&#8217;Organizzazione Internazionale per la Standardizzazione (ISO) che definisce i requisiti per un Sistema di Gestione Ambientale (SGA). La versione attualmente in vigore è la ISO 14001:2015, integrata dall&#8217;emendamento AMD 1:2024 &#8216;Climate Action Changes&#8217;, che introduce l&#8217;obbligo di valutare la rilevanza del cambiamento climatico nel contesto dell&#8217;organizzazione. Il 15 aprile 2026 è stata pubblicata la nuova edizione UNI EN ISO 14001:2026, che sostituirà la versione 2015+A1: le organizzazioni già certificate avranno tempo fino ad aprile 2029 per effettuare la transizione.</p>
<p style="font-weight: 400;">La norma è applicabile a qualsiasi tipologia di organizzazione — pubblica o privata, di qualsiasi settore e dimensione. Non stabilisce soglie minime di prestazione ambientale: certifica che l&#8217;organizzazione ha adottato un sistema strutturato per identificare, gestire, monitorare e migliorare continuamente i propri impatti ambientali.</p>
<table style="font-weight: 400;" width="602">
<tbody>
<tr>
<td><em>Importante: la ISO 14001 è una certificazione di processo, non di prodotto. Non attesta che un&#8217;azienda abbia un basso impatto ambientale, ma che ha implementato un sistema per gestirlo e migliorarlo in modo sistematico.</em></td>
</tr>
</tbody>
</table>
<h2>Come funziona: il ciclo PDCA e la struttura della norma</h2>
<p style="font-weight: 400;">La ISO 14001 si basa sul ciclo PDCA (Plan-Do-Check-Act), il metodo di miglioramento continuo che guida tutti gli standard ISO di sistema di gestione:</p>
<ul>
<li>Plan (Pianificare): analisi del contesto, identificazione degli aspetti ambientali significativi, definizione della politica ambientale e degli obiettivi di miglioramento.</li>
<li>Do (Attuare): implementazione delle procedure, formazione del personale, controllo operativo.</li>
<li>Check (Verificare): monitoraggio delle prestazioni ambientali, audit interni, riesame della direzione.</li>
<li>Act (Agire): azioni correttive, aggiornamento degli obiettivi, miglioramento del sistema.</li>
</ul>
<p style="font-weight: 400;">La norma si basa sulla struttura HLS (High Level Structure), condivisa con tutti gli standard ISO di sistemi di gestione. Questo consente di integrarla con ISO 9001 (qualità), ISO 45001 (salute e sicurezza) e ISO 27001 (sicurezza delle informazioni) senza duplicazioni procedurali.</p>
<h2>Quante organizzazioni hanno la ISO 14001</h2>
<p style="font-weight: 400;">Secondo l&#8217;ISO Survey 2024 — l&#8217;indagine annuale ufficiale dell&#8217;Organizzazione Internazionale per la Standardizzazione — i certificati ISO 14001 attivi a livello globale ammontano a 676.232. L&#8217;Italia si posiziona al terzo posto mondiale, con 28.116 certificazioni attive: un primato che conferma il peso delle imprese italiane nel panorama internazionale della sostenibilità certificata.</p>
<h2>I vantaggi concreti della certificazione ISO 14001</h2>
<p style="font-weight: 400;"><strong>Vantaggi operativi</strong></p>
<p style="font-weight: 400;">La certificazione ISO 14001 porta le organizzazioni a razionalizzare l&#8217;uso delle materie prime, ridurre i consumi energetici e idrici, migliorare la gestione dei rifiuti. Il risultato è una riduzione dei costi operativi che in molti settori compensa ampiamente l&#8217;investimento nella certificazione stessa.</p>
<p style="font-weight: 400;"><strong>Accesso agli appalti pubblici</strong></p>
<p style="font-weight: 400;">Il Codice dei Contratti Pubblici (D.Lgs. 36/2023), all&#8217;art. 93, prevede una riduzione del 20% della garanzia fideiussoria nelle gare d&#8217;appalto per le imprese certificate ISO 14001. La certificazione è inoltre riconosciuta come criterio di valutazione dell&#8217;offerta economicamente più vantaggiosa — un elemento premiante nelle procedure di aggiudicazione. È esplicitamente richiamata nei CAM (Criteri Ambientali Minimi) adottati dalla PA negli acquisti verdi.</p>
<p style="font-weight: 400;"><strong>Accesso alla catena di fornitura dei grandi gruppi</strong></p>
<p style="font-weight: 400;">In settori come automotive, farmaceutico e manifatturiero avanzato, la certificazione ISO 14001 è già diventata un requisito contrattuale per i fornitori di grandi gruppi. Una PMI che non la possiede rischia di non superare la fase di qualifica come fornitore — indipendentemente dalla qualità del proprio prodotto o servizio.</p>
<p style="font-weight: 400;"><strong>Presidio legale sui reati ambientali</strong></p>
<p style="font-weight: 400;">La ISO 14001 si integra direttamente con il Modello Organizzativo 231 per i reati ambientali. L&#8217;art. 25-undecies del D.Lgs. 231/2001 — significativamente rafforzato dalla L. 147/2025 — prevede la responsabilità amministrativa delle imprese per una serie di reati ambientali. Avere un sistema di gestione ambientale certificato ISO 14001 è una prova concreta dell&#8217;attivazione di strumenti per prevenire comportamenti illeciti in materia ambientale.</p>
<p style="font-weight: 400;"><strong>Integrazione con ESG e CSRD</strong></p>
<p style="font-weight: 400;">La ISO 14001 produce i dati strutturati — consumi energetici, emissioni, gestione dei rifiuti, impatti sull&#8217;acqua — che sono esattamente quelli richiesti dagli standard ESRS E1-E5 per la rendicontazione ambientale ai sensi della CSRD. Le aziende certificate dispongono già di un&#8217;infrastruttura dati che facilita enormemente la stesura del bilancio di sostenibilità.</p>
<h2>Come ottenere la certificazione: il percorso</h2>
<ul>
<li>Analisi ambientale iniziale: mappatura degli aspetti ambientali significativi delle attività aziendali.</li>
<li>Analisi del contesto e delle parti interessate: inclusa, dall&#8217;AMD 1:2024, la valutazione della rilevanza del cambiamento climatico.</li>
<li>Definizione della politica ambientale e degli obiettivi misurabili di miglioramento.</li>
<li>Implementazione del sistema: procedure, controlli operativi, formazione del personale, sistemi di monitoraggio.</li>
<li>Audit interno e riesame della direzione.</li>
<li>Audit di certificazione (fase 1 documentale + fase 2 in loco) da parte di un organismo accreditato ACCREDIA.</li>
<li>Mantenimento: audit annuali di sorveglianza nel ciclo triennale di certificazione.</li>
</ul>
<table style="font-weight: 400;" width="602">
<tbody>
<tr>
<td><strong>GlobalAcademy forma professionisti e team aziendali su ISO 14001.</strong></p>
<p>Dal corso di base per comprendere i requisiti della norma, ai percorsi per auditor interni e responsabili ambientali. Formazione online e in presenza, aggiornata alla nuova edizione UNI EN ISO 14001:2026. Contattaci per una valutazione.</td>
</tr>
</tbody>
</table>
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			</item>
		<item>
		<title>Global Academy aderisce all&#8217;Osservatorio ESG Ability</title>
		<link>https://globalacademy.srl/2026/07/17/global-academy-aderisce-allosservatorio-esg-ability/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[francesca miano]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 17 Jul 2026 08:46:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[news]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Global Academy entra a far parte dell&#8217;Osservatorio ESG Ability della Sapienza Università di Roma, rafforzando il proprio impegno nella promozione [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://globalacademy.srl/2026/07/17/global-academy-aderisce-allosservatorio-esg-ability/">Global Academy aderisce all&#8217;Osservatorio ESG Ability</a> proviene da <a href="https://globalacademy.srl">Global Academy</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Global Academy entra a far parte dell&#8217;<a href="https://osservatorioesgability.it">Osservatorio ESG Ability della Sapienza Università di Roma,</a> rafforzando il proprio impegno nella promozione di una cultura orientata alla <strong>sostenibilità</strong> e alla diffusione dei<strong> principi ESG</strong> (Environmental, Social e Governance).</p>
<p>L&#8217;adesione nasce dalla condivisione di valori e obiettivi che mettono al centro la responsabilità, l&#8217;innovazione e la creazione di valore sostenibile per imprese, persone e territori. In un contesto in cui i temi ESG rappresentano un fattore sempre più strategico per la competitività e lo sviluppo delle organizzazioni, crediamo che il confronto tra mondo accademico, imprese e professionisti sia fondamentale per generare conoscenza, favorire la ricerca e diffondere buone pratiche.</p>
<p>Per Global Academy, la formazione è uno strumento essenziale per accompagnare aziende e professionisti nella transizione verso modelli di <strong>business più sostenibili, inclusivi e responsabili</strong>. Entrare a far parte dell&#8217;Osservatorio ESG Ability significa contribuire attivamente a un network di eccellenza impegnato nello studio, nell&#8217;approfondimento e nella valorizzazione delle tematiche legate alla sostenibilità.</p>
<p>Questa collaborazione rappresenta un&#8217;opportunità per sviluppare nuove sinergie, condividere competenze e partecipare a iniziative che promuovano una cultura ESG sempre più concreta e orientata all&#8217;impatto.</p>
<p>Con questa adesione, Global Academy conferma la volontà di essere parte attiva del cambiamento, contribuendo alla crescita di un ecosistema in cui formazione, ricerca e innovazione si integrano per costruire un futuro più sostenibile.</p>
<p>L'articolo <a href="https://globalacademy.srl/2026/07/17/global-academy-aderisce-allosservatorio-esg-ability/">Global Academy aderisce all&#8217;Osservatorio ESG Ability</a> proviene da <a href="https://globalacademy.srl">Global Academy</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>ISO 27001: cos&#8217;è, perché è diventata un fattore ESG e come ottenerla</title>
		<link>https://globalacademy.srl/2026/07/10/blog-iso-27001-cybersecurity-esg/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[francesca miano]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 10 Jul 2026 09:34:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La ISO 27001 è lo standard internazionale per la sicurezza delle informazioni. Ma nel 2026, parlare di ISO 27001 significa [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://globalacademy.srl/2026/07/10/blog-iso-27001-cybersecurity-esg/">ISO 27001: cos&#8217;è, perché è diventata un fattore ESG e come ottenerla</a> proviene da <a href="https://globalacademy.srl">Global Academy</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="font-weight: 400;"><em>La ISO 27001 è lo standard internazionale per la sicurezza delle informazioni. Ma nel 2026, parlare di ISO 27001 significa parlare anche di governance ESG, di accesso al credito bancario e di requisiti di filiera. In questa guida spieghiamo cos&#8217;è, perché è rilevante anche per chi non è un&#8217;azienda tecnologica, e come iniziare il percorso di certificazione.</em></p>
<h2>Cos&#8217;è la ISO 27001</h2>
<p style="font-weight: 400;">La ISO/IEC 27001 è lo standard internazionale che definisce i requisiti per un Sistema di Gestione della Sicurezza delle Informazioni (SGSI). L&#8217;edizione attualmente in vigore è la ISO/IEC 27001:2022, pubblicata nell&#8217;ottobre 2022 congiuntamente da ISO (Organizzazione Internazionale per la Standardizzazione) e IEC (Commissione Elettrotecnica Internazionale).</p>
<p style="font-weight: 400;">Lo standard specifica i requisiti per stabilire, implementare, mantenere e migliorare continuamente un sistema di gestione della sicurezza delle informazioni nel contesto dell&#8217;organizzazione — includendo la valutazione e il trattamento dei rischi, adattati alle esigenze specifiche dell&#8217;ente.</p>
<p style="font-weight: 400;">Come tutti gli standard ISO moderni, la ISO 27001:2022 si basa sulla struttura HLS (High Level Structure), che la rende pienamente integrabile con ISO 9001 e ISO 14001 — riducendo duplicazioni documentali e favorendo una governance integrata.</p>
<h2>Il quadro normativo: perché la sicurezza delle informazioni è diventata un obbligo</h2>
<p style="font-weight: 400;"><strong>DORA — Regolamento (UE) 2022/2554</strong></p>
<p style="font-weight: 400;">Il Digital Operational Resilience Act, applicabile dal 17 gennaio 2025 alle entità finanziarie (banche, assicurazioni, gestori di fondi), impone requisiti stringenti di resilienza operativa digitale e governance del rischio ICT — con impatti diretti anche sui fornitori tecnologici delle entità finanziarie.</p>
<p style="font-weight: 400;"><strong>Legge 90/2024 sulla cybersicurezza</strong></p>
<p style="font-weight: 400;">La Legge n. 90/2024, entrata in vigore il 17 luglio 2024, ha rafforzato la disciplina sulla cybersicurezza in Italia, ampliando tra l&#8217;altro i reati informatici rilevanti ai sensi del D.Lgs. 231/2001 (art. 24-bis). Le aziende senza un sistema di gestione della sicurezza delle informazioni si espongono a rischi legali maggiori.</p>
<p style="font-weight: 400;"><strong>EBA Guidelines EBA/GL/2023/06</strong></p>
<p style="font-weight: 400;">Le linee guida dell&#8217;Autorità Bancaria Europea sulla gestione dei rischi ESG, operative per le grandi banche italiane dal 1° gennaio 2026, includono esplicitamente i rischi informatici tra i rischi ESG da integrare nei processi di valutazione del merito creditizio. Un&#8217;azienda che non presidia questi rischi ha un profilo di governance incompleto agli occhi degli istituti di credito.</p>
<h2>Perché la ISO 27001 è un fattore ESG</h2>
<p style="font-weight: 400;">La connessione tra ISO 27001 ed ESG riguarda in modo diretto il pilastro G — Governance. La Governance ESG valuta come un&#8217;organizzazione si governa: struttura del consiglio di amministrazione, politiche anti-corruzione, trasparenza fiscale, meccanismi di controllo interno. La sicurezza delle informazioni è uno di questi meccanismi di controllo.</p>
<p style="font-weight: 400;">Le agenzie di rating ESG — MSCI, Sustainalytics, EcoVadis, S&amp;P Global — valutano la cybersecurity governance come componente del pilastro G. Avere un sistema certificato ISO 27001 fornisce evidenza verificabile e indipendente del presidio di questi rischi.</p>
<p style="font-weight: 400;">Dal punto di vista della catena del valore, le grandi imprese soggette alla CSRD devono rendicontare i rischi lungo tutta la filiera — inclusi quelli legati alla sicurezza delle informazioni. Questo si traduce in richieste crescenti ai fornitori di dimostrare un presidio strutturato della cybersecurity.</p>
<table style="font-weight: 400;" width="602">
<tbody>
<tr>
<td><strong>Un dato concreto.</strong></p>
<p>Secondo l&#8217;ISO Survey 2024, i certificati ISO 27001 attivi a livello globale hanno raggiunto 74.610 unità — uno degli standard ISO a più rapida diffusione nell&#8217;ultimo triennio.</td>
</tr>
</tbody>
</table>
<h2>A chi si applica la ISO 27001</h2>
<p style="font-weight: 400;">La ISO 27001 è spesso percepita come uno standard rilevante solo per le aziende tecnologiche o per chi gestisce grandi banche dati. È una percezione errata. Lo standard si applica a qualsiasi organizzazione che tratti informazioni — e oggi questo include praticamente qualsiasi impresa che utilizzi sistemi informatici, gestisca dati di clienti o fornitori, operi in cloud o utilizzi servizi digitali nel proprio ciclo produttivo o amministrativo.</p>
<p style="font-weight: 400;">L&#8217;espansione dei reati informatici nel catalogo del D.Lgs. 231 (L. 90/2024) e i requisiti DORA per la catena di fornitura delle entità finanziarie stanno ampliando rapidamente la platea delle organizzazioni per cui la ISO 27001 è rilevante.</p>
<h2>I vantaggi concreti della certificazione ISO 27001</h2>
<p style="font-weight: 400;"><strong>Riduzione del rischio di incidenti informatici</strong></p>
<p style="font-weight: 400;">Il processo di implementazione porta l&#8217;organizzazione a mappare sistematicamente tutti gli asset informativi e i relativi rischi, e a definire controlli proporzionati. Questo riduce significativamente la probabilità e l&#8217;impatto di incidenti — ransomware, violazioni di dati, interruzioni operative.</p>
<p style="font-weight: 400;"><strong>Conformità normativa integrata</strong></p>
<p style="font-weight: 400;">La ISO 27001 aiuta le organizzazioni ad allinearsi con le principali normative in materia: GDPR (Regolamento UE 2016/679), Direttiva NIS2 (recepita con D.Lgs. 138/2024), DORA e i requisiti del D.Lgs. 231 per i reati informatici.</p>
<p style="font-weight: 400;"><strong>Accesso al credito e ai mercati</strong></p>
<p style="font-weight: 400;">Le EBA Guidelines operative dal 2026 integrano i rischi informatici nella valutazione del merito creditizio. Sul fronte dei mercati, la certificazione è sempre più richiesta come requisito per entrare nelle catene di fornitura del settore finanziario, della PA e dei grandi gruppi industriali.</p>
<p style="font-weight: 400;"><strong>Tutela della reputazione</strong></p>
<p style="font-weight: 400;">Gli incidenti di sicurezza informatica hanno un impatto diretto sulla reputazione aziendale. Avere un sistema certificato è anche uno strumento di comunicazione: dimostra ai propri stakeholder che il rischio informatico è gestito con metodo e con standard verificati da terzi indipendenti.</p>
<h2>Il percorso di certificazione ISO 27001</h2>
<ul>
<li>Gap analysis: valutazione della situazione attuale rispetto ai requisiti della norma. Identifica le aree di intervento prioritarie.</li>
<li>Definizione del perimetro (scope): definire quali asset informativi, processi e unità organizzative rientrano nel sistema di gestione.</li>
<li>Risk assessment: identificazione degli asset informativi, minacce, vulnerabilità e rischi. Definizione del piano di trattamento.</li>
<li>Implementazione dei controlli: applicazione dei 93 controlli dell&#8217;Annex A (organizzativo, persone, fisico, tecnologico).</li>
<li>Formazione e sensibilizzazione del personale — fattore critico nella gestione della sicurezza delle informazioni.</li>
<li>Audit interno e riesame della direzione.</li>
<li>Audit di certificazione da parte di un organismo accreditato.</li>
</ul>
<table style="font-weight: 400;" width="602">
<tbody>
<tr>
<td><strong>GlobalAcademy forma professionisti e team aziendali su ISO 27001.</strong></p>
<p>Corsi di base sulla norma, percorsi per Lead Implementer e Lead Auditor, formazione sulla cybersecurity governance integrata con ESG. Online e in presenza. Contattaci per una valutazione.</td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p>L'articolo <a href="https://globalacademy.srl/2026/07/10/blog-iso-27001-cybersecurity-esg/">ISO 27001: cos&#8217;è, perché è diventata un fattore ESG e come ottenerla</a> proviene da <a href="https://globalacademy.srl">Global Academy</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>231 e ESG: perché integrarli conviene e come farlo in pratica</title>
		<link>https://globalacademy.srl/2026/06/30/231-esg-integrazione-guida/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[francesca miano]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Jun 2026 13:02:48 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[news]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://globalacademy.srl/?p=1754</guid>

					<description><![CDATA[<p>Il Modello Organizzativo 231 e la strategia ESG vengono spesso gestiti come due sistemi separati — da uffici diversi, con [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://globalacademy.srl/2026/06/30/231-esg-integrazione-guida/">231 e ESG: perché integrarli conviene e come farlo in pratica</a> proviene da <a href="https://globalacademy.srl">Global Academy</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="font-weight: 400;"><em>Il Modello Organizzativo 231 e la strategia ESG vengono spesso gestiti come due sistemi separati — da uffici diversi, con strumenti diversi, con obiettivi che non si parlano. Eppure le sovrapposizioni sono profonde e le sinergie concrete. In questo articolo spieghiamo perché integrarli è vantaggioso e come costruire un sistema di governance aziendale davvero integrato.</em></p>
<h2>Un punto di partenza: cosa hanno in comune 231 e ESG</h2>
<p style="font-weight: 400;">A prima vista, il D.Lgs. 231/2001 — che disciplina la responsabilità amministrativa degli enti per reati commessi nel loro interesse — e i criteri ESG (Environmental, Social, Governance) sembrerebbero appartenere a mondi diversi. Il primo è uno strumento di compliance legale; i secondi sono un framework di sostenibilità. Ma la distanza è più apparente che reale.</p>
<p style="font-weight: 400;">Il Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili (CNDCEC) e la Fondazione Nazionale dei Commercialisti (FNC) hanno pubblicato nel luglio 2024 un documento di ricerca specificamente dedicato a questo tema — &#8216;Modello 231 e fattori ESG: l&#8217;importanza di una virtuosa connessione&#8217; — che analizza le sinergie tra i due sistemi e fornisce strumenti operativi per la loro integrazione.</p>
<p style="font-weight: 400;">La tesi centrale del documento è chiara: tra il Sistema 231 e il Sistema ESG esistono sinergie così evidenti che è possibile affermare che un&#8217;azienda non possa presidiare correttamente i fattori ESG senza un Modello 231, o quanto meno che la presenza di un MOG rappresenti un valido supporto per la gestione dei rischi ESG.</p>
<h2>Le radici comuni: risk management ed etica d&#8217;impresa</h2>
<p style="font-weight: 400;">Il primo punto di contatto è metodologico. Sia il MOG 231 sia il sistema ESG si fondano sulla stessa logica di fondo: identificare i rischi rilevanti per l&#8217;impresa, definire presidi per gestirli, monitorarne l&#8217;efficacia nel tempo. Si tratta, in entrambi i casi, di tecniche di risk management applicate a dimensioni diverse dell&#8217;attività aziendale.</p>
<p style="font-weight: 400;">Il secondo punto di contatto è valoriale. Entrambi i sistemi chiedono all&#8217;impresa di dotarsi di un Codice Etico, di promuovere una cultura della legalità e della responsabilità, di costruire meccanismi di trasparenza verso gli stakeholder interni ed esterni. La cultura aziendale è il terreno su cui crescono sia la compliance 231 sia la sostenibilità ESG.</p>
<h2>Le sovrapposizioni tematiche: quando i reati 231 sono anche rischi ESG</h2>
<p style="font-weight: 400;">L&#8217;analisi più concreta riguarda le sovrapposizioni tra le categorie di reati presupposto del D.Lgs. 231 e le dimensioni ESG. Molti dei reati che il MOG è progettato per prevenire corrispondono direttamente a rischi ESG rilevanti:</p>
<p style="font-weight: 400;"><strong>Reati ambientali → dimensione E (Environmental)</strong></p>
<p style="font-weight: 400;">I reati ambientali previsti dall&#8217;art. 25-undecies del D.Lgs. 231 — inquinamento idrico e atmosferico, gestione illecita di rifiuti, traffico di materiale radioattivo, ecodelitti introdotti dalla L. 68/2015 e ampliati dalla L. 147/2025 — coincidono direttamente con i rischi ambientali che ogni sistema ESG è chiamato a presidiare. Un&#8217;azienda con un MOG 231 aggiornato sui reati ambientali ha già costruito buona parte dell&#8217;infrastruttura di controllo necessaria per rendicontare la propria performance ambientale ai sensi della CSRD.</p>
<p style="font-weight: 400;"><strong>Reati in materia di salute e sicurezza → dimensione S (Social)</strong></p>
<p style="font-weight: 400;">L&#8217;omicidio colposo e le lesioni gravi commesse con violazione delle norme sulla sicurezza sul lavoro (art. 25-septies del D.Lgs. 231) sono direttamente collegati agli indicatori sociali ESG che riguardano la tutela dei lavoratori — tassi di infortuni, sistemi di gestione della salute e sicurezza, formazione del personale. Il MOG 231 e il sistema di gestione ESG condividono gli stessi presidi.</p>
<p style="font-weight: 400;"><strong>Reati societari e corruzione → dimensione G (Governance)</strong></p>
<p style="font-weight: 400;">La corruzione, le false comunicazioni sociali, l&#8217;ostacolo alle funzioni di vigilanza, i reati tributari sono tutti reati di governance — esattamente la dimensione G dei criteri ESG. Un Organismo di Vigilanza che funziona, un Codice Etico applicato, procedure di controllo interno robuste: sono elementi che rafforzano simultaneamente la compliance 231 e il profilo di governance ESG dell&#8217;impresa.</p>
<table style="font-weight: 400; height: 220px;" width="879">
<tbody>
<tr>
<td><em>Nota importante: dal 2025, il bilancio di sostenibilità redatto ai sensi della CSRD è incluso nella relazione sulla gestione ex art. 2428 c.c. e rientra quindi tra le comunicazioni sociali rilevanti ai fini dell&#8217;art. 2621 c.c. (false comunicazioni societarie), reato presupposto ai sensi del D.Lgs. 231. Chi pubblica un bilancio ESG con dati non veritieri rischia di incorrere nella responsabilità dell&#8217;ente. Il MOG 231, con le sue procedure di controllo sulla formazione e approvazione dei bilanci, è uno strumento di presidio diretto anche contro il rischio di greenwashing.</em></td>
</tr>
</tbody>
</table>
<h2>I vantaggi concreti dell&#8217;integrazione</h2>
<p style="font-weight: 400;">Gestire il MOG 231 e la strategia ESG in modo integrato non è solo teoricamente coerente: produce vantaggi operativi e strategici misurabili.</p>
<ol>
<li style="font-weight: 400;"><strong> Gestione del rischio più completa</strong></li>
</ol>
<p style="font-weight: 400;">Un sistema integrato permette di mappare in modo più completo i rischi aziendali, mettendo in relazione i rischi di reato previsti dal D.Lgs. 231 con i rischi ESG. Il risultato è una visione strutturata che consente di intervenire prima che le criticità diventino problemi legali o reputazionali — identificando le aree di sovrapposizione e concentrando le risorse dove il rischio è più alto.</p>
<ol start="2">
<li style="font-weight: 400;"><strong> Riduzione delle duplicazioni e dei costi</strong></li>
</ol>
<p style="font-weight: 400;">Nella maggior parte delle aziende, compliance 231 e sostenibilità ESG vengono gestite da funzioni diverse — legal, risk management, HR, sostenibilità — spesso senza condivisione di dati, strumenti o procedure. Integrare i due sistemi significa eliminare le duplicazioni: un unico sistema di monitoraggio dei rischi, un unico set di procedure, un unico processo di reporting. Meno ore di lavoro, meno costi, più efficacia.</p>
<ol start="3">
<li style="font-weight: 400;"><strong> Governance più solida verso gli stakeholder esterni</strong></li>
</ol>
<p style="font-weight: 400;">Banche, investitori, grandi clienti e partner commerciali valutano sempre di più la qualità della governance aziendale. Un&#8217;azienda che dimostra di avere un MOG 231 aggiornato, un OdV attivo e una strategia ESG strutturata invia un segnale di affidabilità che si traduce in vantaggi concreti: migliori condizioni di accesso al credito, qualifica più agevole nelle catene di fornitura, reputazione più solida sul mercato.</p>
<ol start="4">
<li style="font-weight: 400;"><strong> Presidio contro il greenwashing</strong></li>
</ol>
<p style="font-weight: 400;">L&#8217;integrazione del MOG 231 con il processo di redazione del bilancio di sostenibilità è uno strumento di presidio contro il rischio di greenwashing. Le procedure di controllo interno previste dal 231 — verifica della correttezza delle informazioni, tracciabilità dei dati, supervisione dell&#8217;OdV — garantiscono che le comunicazioni ESG siano veritiere e verificate, riducendo il rischio di responsabilità sia civile sia amministrativa.</p>
<ol start="5">
<li style="font-weight: 400;"><strong> Allineamento con la direzione della normativa</strong></li>
</ol>
<p style="font-weight: 400;">Il tavolo tecnico del Ministero della Giustizia ha avanzato, nell&#8217;ambito della proposta di riforma del D.Lgs. 231, l&#8217;ipotesi di equiparare i sistemi certificati di gestione — ISO, standard ESG — ai fini dell&#8217;esonero da responsabilità. Integrare oggi il MOG con i sistemi di gestione ESG significa anticipare una direzione normativa già in discussione, costruendo un vantaggio competitivo per il futuro.</p>
<h2>Come iniziare: i passi per un&#8217;integrazione concreta</h2>
<p style="font-weight: 400;">L&#8217;integrazione tra MOG 231 e strategia ESG non richiede di ricominciare da zero. Si tratta di connettere sistemi che, in molti casi, esistono già — ma che non dialogano tra loro.</p>
<ul>
<li>Mappatura congiunta dei rischi: partire dall&#8217;analisi del rischio-reato prevista dal 231 e ampliarla per includere i rischi ESG rilevanti per il settore. Identificare le aree di sovrapposizione è il primo passo per costruire un sistema integrato.</li>
<li>Allineamento del Codice Etico con le politiche ESG: il Codice Etico del MOG 231 e le politiche di sostenibilità devono essere coerenti. Se non lo sono, è il momento di armonizzarli in un unico documento che sia al contempo strumento di compliance e di cultura aziendale.</li>
<li>Aggiornamento dell&#8217;OdV: l&#8217;Organismo di Vigilanza deve essere formato sui temi ESG rilevanti per l&#8217;azienda — in particolare sui reati ambientali, sui rischi connessi alla rendicontazione di sostenibilità e sulla prevenzione del greenwashing.</li>
<li>Integrazione dei flussi informativi: costruire canali di comunicazione tra le funzioni che gestiscono il 231 e quelle che gestiscono l&#8217;ESG, garantendo che i dati rilevanti per entrambi i sistemi siano condivisi e accessibili.</li>
<li>Formazione integrata: la formazione del personale sul D.Lgs. 231 e sui temi ESG non deve essere separata. Un percorso formativo che le connetta — spiegando perché la compliance e la sostenibilità hanno gli stessi obiettivi profondi — è molto più efficace nel costruire una cultura aziendale coerente.</li>
</ul>
<table style="font-weight: 400; height: 196px;" width="861">
<tbody>
<tr>
<td><strong>GlobalAcademy progetta percorsi formativi sull&#8217;integrazione tra D.Lgs. 231 e strategia ESG.</strong></p>
<p>Dai corsi di base per compliance officer e responsabili ESG, ai percorsi avanzati per l&#8217;Organismo di Vigilanza, fino alla consulenza per la costruzione di un sistema di governance integrato. Formazione online e in presenza. Contattaci per una valutazione.</td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p>L'articolo <a href="https://globalacademy.srl/2026/06/30/231-esg-integrazione-guida/">231 e ESG: perché integrarli conviene e come farlo in pratica</a> proviene da <a href="https://globalacademy.srl">Global Academy</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>D.Lgs. 231: cos&#8217;è, a chi si applica e perché molte aziende sottovalutano il proprio rischio</title>
		<link>https://globalacademy.srl/2026/05/28/dlgs-231-guida-completa/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[francesca miano]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 28 May 2026 09:19:10 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[news]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://globalacademy.srl/?p=1721</guid>

					<description><![CDATA[<p>Il Decreto Legislativo 231/2001 introduce la responsabilità amministrativa degli enti per i reati commessi nel loro interesse. Molte aziende ritengono [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://globalacademy.srl/2026/05/28/dlgs-231-guida-completa/">D.Lgs. 231: cos&#8217;è, a chi si applica e perché molte aziende sottovalutano il proprio rischio</a> proviene da <a href="https://globalacademy.srl">Global Academy</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="font-weight: 400;"><em>Il Decreto Legislativo 231/2001 introduce la responsabilità amministrativa degli enti per i reati commessi nel loro interesse. Molte aziende ritengono di non essere coinvolte — e si sbagliano. In questa guida spieghiamo cos&#8217;è, come funziona, a chi si applica davvero e cosa rischia chi non si è ancora adeguato.</em></p>
<h2>Cos&#8217;è il D.Lgs. 231/2001</h2>
<p style="font-weight: 400;">Il Decreto Legislativo 8 giugno 2001, n. 231 ha introdotto nell&#8217;ordinamento italiano la responsabilità amministrativa delle persone giuridiche, delle società e delle associazioni anche prive di personalità giuridica. Prima di questa norma, il principio cardine del diritto penale italiano era che solo le persone fisiche potessero essere ritenute responsabili di un reato. Il D.Lgs. 231 ha cambiato questo schema: oggi, se un reato viene commesso nell&#8217;interesse o a vantaggio di un ente — da un suo amministratore, dirigente o dipendente — l&#8217;ente stesso può essere chiamato a rispondere, con sanzioni che possono essere sia pecuniarie sia interdittive.</p>
<p style="font-weight: 400;">Le sanzioni interdittive previste dalla norma sono particolarmente severe: interdizione dall&#8217;esercizio dell&#8217;attività, sospensione o revoca di autorizzazioni e licenze, esclusione da agevolazioni o finanziamenti pubblici, divieto di contrattare con la Pubblica Amministrazione. In alcuni casi, è prevista anche la pubblicazione della sentenza di condanna.</p>
<p style="font-weight: 400;">La norma si applica a una platea molto ampia di soggetti: società di capitali, società di persone, associazioni, fondazioni e, in generale, qualsiasi ente collettivo — pubblico o privato — che svolga un&#8217;attività economica. Sono escluse soltanto le società dello Stato e degli enti pubblici territoriali.</p>
<h2>L&#8217;esimente: il Modello Organizzativo 231 (MOG)</h2>
<p style="font-weight: 400;">La norma prevede una via per evitare la responsabilità dell&#8217;ente: dimostrare di aver adottato ed efficacemente attuato, prima della commissione del reato, un Modello di Organizzazione, Gestione e Controllo (MOG) idoneo a prevenire i reati della specie di quello verificatosi.</p>
<p style="font-weight: 400;">Il Modello Organizzativo 231 non è un semplice documento. È un sistema articolato che comprende:</p>
<ul>
<li>Un&#8217;analisi del rischio-reato: la mappatura delle attività aziendali che espongono l&#8217;ente a potenziali illeciti e la valutazione della loro probabilità e impatto.</li>
<li>Un Codice Etico: i principi di comportamento che l&#8217;ente adotta e impone a chi opera al suo interno.</li>
<li>Protocolli e procedure specifiche: le regole operative per le aree di attività a rischio.</li>
<li>Un sistema disciplinare: le sanzioni interne per chi viola le regole del modello.</li>
<li>L&#8217;Organismo di Vigilanza (OdV): un organo indipendente con il compito di vigilare sul funzionamento e sull&#8217;osservanza del modello e di curarne l&#8217;aggiornamento.</li>
</ul>
<p style="font-weight: 400;">Il modello deve essere non solo formalmente adottato, ma concretamente attuato e aggiornato. La giurisprudenza ha più volte sanzionato enti che disponevano di un MOG sulla carta, ma non lo avevano integrato nella cultura e nei processi aziendali. La Cassazione, con sentenza n. 30039 del 1° settembre 2025, ha ribadito che l&#8217;idoneità del modello deve essere valutata in concreto, con riferimento all&#8217;effettiva capacità di prevenire i reati verificatisi.</p>
<h2>I reati presupposto: molto più ampi di quanto si pensi</h2>
<p style="font-weight: 400;">Il catalogo dei reati per i quali può scattare la responsabilità dell&#8217;ente è definito direttamente dalla norma — e si è espanso notevolmente negli anni, attraverso continui interventi legislativi. Questa è probabilmente la ragione principale per cui molte aziende sottovalutano il proprio profilo di rischio: ritengono di non svolgere attività esposte, senza conoscere l&#8217;estensione reale del catalogo.</p>
<p style="font-weight: 400;">Le principali categorie di reati presupposto comprendono:</p>
<p style="font-weight: 400;"><strong>Reati contro la Pubblica Amministrazione</strong></p>
<p style="font-weight: 400;">Corruzione, concussione, malversazione, induzione indebita a dare o promettere utilità, falsità in dichiarazioni e bilanci rivolti alla PA. Interessa qualsiasi azienda che interagisca con enti pubblici, partecipi a gare d&#8217;appalto o benefici di finanziamenti pubblici.</p>
<p style="font-weight: 400;"><strong>Reati ambientali</strong></p>
<p style="font-weight: 400;">L&#8217;art. 25-undecies del D.Lgs. 231/2001 è stato significativamente rafforzato dalla Legge n. 147 del 2025, che ha inasprito le sanzioni e ampliato il perimetro, includendo nuovi reati previsti dal Testo Unico Ambientale: abbandono di rifiuti pericolosi (art. 255-bis e 255-ter), gestione abusiva di rifiuti in forme aggravate (art. 256). I reati ambientali interessano potenzialmente qualsiasi azienda che produca rifiuti, utilizzi risorse naturali o abbia impatti sull&#8217;ambiente nel ciclo produttivo.</p>
<p style="font-weight: 400;"><strong>Reati informatici e cybersicurezza</strong></p>
<p style="font-weight: 400;">La Legge n. 90/2024, entrata in vigore il 17 luglio 2024, ha ampliato significativamente il catalogo dei reati informatici rilevanti ai fini del 231, aggiungendo tra l&#8217;altro l&#8217;estorsione informatica e la detenzione abusiva di strumenti per danneggiare sistemi informatici. La Legge n. 132/2025 sull&#8217;intelligenza artificiale ha inoltre introdotto nuove fattispecie — tra cui il deepfake a fini illeciti — che possono rilevare ai fini della responsabilità 231 in combinato con reati informatici già esistenti. Questi reati interessano qualsiasi azienda che tratti dati digitali o utilizzi sistemi informatici, indipendentemente dalle dimensioni.</p>
<p style="font-weight: 400;"><strong>Reati in materia di salute e sicurezza sul lavoro</strong></p>
<p style="font-weight: 400;">Omicidio colposo e lesioni gravi commesse con violazione delle norme sulla tutela della salute e sicurezza nei luoghi di lavoro. Interessano qualsiasi organizzazione con dipendenti, senza eccezioni di settore o dimensione.</p>
<p style="font-weight: 400;"><strong>Reati societari e tributari</strong></p>
<p style="font-weight: 400;">False comunicazioni sociali, ostacolo all&#8217;esercizio delle funzioni delle autorità di vigilanza, reati fiscali — tra cui l&#8217;indebita compensazione, modificata dal D.Lgs. 87/2024. Dal 2025, il bilancio di sostenibilità redatto ai sensi della CSRD rientra tra le comunicazioni sociali rilevanti ai fini del reato di false comunicazioni societarie (art. 2621 c.c.): un&#8217;azienda che pubblica dati ESG non veritieri rischia di incorrere in responsabilità ai sensi del D.Lgs. 231.</p>
<p style="font-weight: 400;"><strong>Nuovi reati introdotti nel 2025-2026</strong></p>
<p style="font-weight: 400;">Il catalogo è in continua espansione. Tra le novità più recenti: reati in materia di violazione delle misure restrittive dell&#8217;Unione Europea (art. 25-octies.2, introdotto dal D.Lgs. n. 211 del 30 dicembre 2025), delitti contro gli animali (art. 25-undevicies, introdotto dalla L. 82/2025), reati legati al contrabbando e nuove fattispecie connesse all&#8217;uso illecito dell&#8217;intelligenza artificiale.</p>
<table style="font-weight: 400;" width="602">
<tbody>
<tr>
<td><em>Nota: il catalogo dei reati presupposto è in costante aggiornamento. Si raccomanda di verificare periodicamente le modifiche normative e di aggiornare il Modello Organizzativo 231 in modo tempestivo. La mancata revisione del MOG a fronte di nuovi reati presupposto può ridurne l&#8217;efficacia esimente.</em></td>
</tr>
</tbody>
</table>
<h2>A chi si applica davvero il D.Lgs. 231</h2>
<p style="font-weight: 400;">Uno degli errori più comuni è ritenere che il D.Lgs. 231 riguardi solo le grandi imprese o le aziende che operano in settori ad alto rischio. La norma si applica in realtà a tutti gli enti che svolgono un&#8217;attività economica, indipendentemente dalle dimensioni.</p>
<p style="font-weight: 400;">Le PMI sono esposte al 231 esattamente come le grandi aziende, ma spesso non hanno adottato un Modello Organizzativo adeguato. Questo le espone a rischi significativi: le sanzioni previste dalla norma si applicano anche in assenza di qualsiasi intento fraudolento da parte dell&#8217;ente, se non viene dimostrata l&#8217;adozione di un MOG idoneo.</p>
<p style="font-weight: 400;">Vale la pena ricordare che la proposta di riforma del D.Lgs. 231, attualmente in discussione al tavolo tecnico del Ministero della Giustizia, punta a introdurre un principio di proporzionalità — adattando gli obblighi di prevenzione alla dimensione aziendale — e a equiparare i sistemi certificati di gestione (ISO, standard ESG) ai fini dell&#8217;esonero da responsabilità. Un segnale che la direzione del legislatore è verso una maggiore integrazione tra compliance e sostenibilità.</p>
<h2>Il MOG 231 nella pratica: cosa fare</h2>
<p style="font-weight: 400;">Adottare o aggiornare un Modello Organizzativo 231 efficace richiede un percorso strutturato:</p>
<ul>
<li>Analisi del rischio-reato: mappare le attività dell&#8217;azienda rispetto ai reati presupposto rilevanti per il settore e aggiornare la mappatura ogni volta che cambiano le normative o le attività aziendali.</li>
<li>Redazione o aggiornamento del MOG: un modello datato — che non recepisce le modifiche degli ultimi anni al catalogo dei reati — è un modello che non protegge.</li>
<li>Istituzione dell&#8217;Organismo di Vigilanza: l&#8217;OdV deve essere indipendente, autonomo e dotato di poteri effettivi. Deve inoltre essere adeguatamente formato — anche sui temi ESG, sempre più rilevanti per il profilo di rischio aziendale.</li>
<li>Formazione continua: il personale deve conoscere il Codice Etico e le procedure del MOG. Un modello che esiste sulla carta ma non è interiorizzato dalle persone non ha efficacia esimente.</li>
<li>Monitoraggio e aggiornamento: il MOG deve essere revisionato almeno ogni volta che cambiano le norme, l&#8217;organizzazione aziendale o emergono nuove aree di rischio.</li>
</ul>
<table style="font-weight: 400;" width="602">
<tbody>
<tr>
<td><strong>GlobalAcademy forma professionisti e team aziendali sul D.Lgs. 231.</strong></p>
<p>Dai corsi di base per comprendere la norma e i reati presupposto, ai percorsi avanzati per l&#8217;Organismo di Vigilanza e per l&#8217;integrazione del MOG con la strategia ESG. Formazione online e in presenza, materiali aggiornati alle ultime normative. Contattaci per costruire il percorso più adatto alla tua organizzazione.</td>
</tr>
</tbody>
</table>
<h2>Fonti</h2>
<p style="font-weight: 400;"><em>D.Lgs. 8 giugno 2001, n. 231 — testo vigente (ultimo aggiornamento: D.Lgs. n. 211/2025)</em></p>
<p style="font-weight: 400;"><em>reatipresupposto231.it — Catalogo aggiornato dei reati presupposto (aggiornamento maggio 2026)</em></p>
<ol>
<li style="font-weight: 400;"><em> 90/2024 — Disposizioni in materia di rafforzamento della cybersicurezza</em></li>
<li style="font-weight: 400;"><em> 147/2025 — Modifiche all&#8217;art. 25-undecies D.Lgs. 231/2001 (reati ambientali)</em></li>
</ol>
<p style="font-weight: 400;"><em>D.Lgs. 211/2025 — Introduzione art. 25-octies.2 (misure restrittive UE)</em></p>
<ol>
<li style="font-weight: 400;"><em> 132/2025 — Disposizioni in materia di Intelligenza Artificiale</em></li>
</ol>
<p style="font-weight: 400;"><em>Corte di Cassazione, sentenza n. 30039 del 1° settembre 2025</em></p>
<p style="font-weight: 400;"><em>Ministero della Giustizia — Tavolo tecnico per la riforma del D.Lgs. 231/2001</em></p>
<p>L'articolo <a href="https://globalacademy.srl/2026/05/28/dlgs-231-guida-completa/">D.Lgs. 231: cos&#8217;è, a chi si applica e perché molte aziende sottovalutano il proprio rischio</a> proviene da <a href="https://globalacademy.srl">Global Academy</a>.</p>
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		<item>
		<title>Rassegna Stampa evento: “Efficienza nei servizi di igiene urbana: quadro normativo e sfide per il futuro”</title>
		<link>https://globalacademy.srl/2026/05/19/rassegna-stampa-evento-efficienza-nei-servizi-di-igiene-urbana/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[francesca miano]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 19 May 2026 14:00:38 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[news]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://globalacademy.srl/?p=1737</guid>

					<description><![CDATA[<p>Si è svolto presso il Palazzo Sant’Agostino di Salerno il convegno “Efficienza nei servizi di igiene urbana: quadro normativo e [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://globalacademy.srl/2026/05/19/rassegna-stampa-evento-efficienza-nei-servizi-di-igiene-urbana/">Rassegna Stampa evento: “Efficienza nei servizi di igiene urbana: quadro normativo e sfide per il futuro”</a> proviene da <a href="https://globalacademy.srl">Global Academy</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p data-start="60" data-end="342">Si è svolto presso il Palazzo Sant’Agostino di Salerno il convegno <em data-start="127" data-end="210">“Efficienza nei servizi di igiene urbana: quadro normativo e sfide per il futuro”</em>, promosso da Global Academy con la partecipazione di esperti del settore, amministratori locali e rappresentanti delle istituzioni.</p>
<p data-start="344" data-end="625">L’incontro ha rappresentato un’importante occasione di confronto sui temi della regolazione ARERA, dell’organizzazione dei servizi ambientali e delle buone pratiche adottate dai Comuni virtuosi, con l’obiettivo di approfondire le prospettive future del comparto dell’igiene urbana.</p>
<p data-start="627" data-end="836" data-is-last-node="" data-is-only-node="">L’evento ha ricevuto ampia attenzione da parte della stampa locale e regionale.<br data-start="706" data-end="709" />Di seguito una raccolta delle pubblicazioni e degli approfondimenti dedicati al convegno sui principali organi di informazione.</p>
<p data-start="627" data-end="836" data-is-last-node="" data-is-only-node=""><a href="https://www.infocilento.it/igiene-urbana-tra-regole-arera-e-modelli-efficienti-il-19-maggio-il-confronto-a-salerno-con-i-comuni-virtuosi/">InfoCilento</a></p>
<p data-start="627" data-end="836" data-is-last-node="" data-is-only-node=""><a href="https://www.stiletv.it/news/119103/salerno-il-futuro-dei-servizi-ambientali-confronto-in-provincia?fbclid=IwY2xjawR1JH9leHRuA2FlbQIxMQBicmlkETFsNmlxUlZCenJFdnhRdDVIc3J0YwZhcHBfaWQQMjIyMDM5MTc4ODIwMDg5MgABHlA7q4Ey-sgfSP0gr3mN50no9v0Yo1UTTmX7865x64BM4EAsgooxaMph6sg__aem_lSvGIjQODjvAtOhekbprwg">StileTV</a></p>
<p data-start="627" data-end="836" data-is-last-node="" data-is-only-node=""><a href="https://www.teleradio-news.it/2026/05/15/salerno-il-futuro-dei-servizi-ambientali-martedi-alla-provincia-confronto-tra-istituzioni-tecnici-e-comuni-virtuosi/">Teleradio</a></p>
<p data-start="627" data-end="836" data-is-last-node="" data-is-only-node=""><a href="https://www.ncanews.it/it/territorio-e-ambiente-23/il-futuro-dei-servizi-ambientali-il-19-maggio-all-172901/article">NCANews</a></p>
<p data-start="627" data-end="836" data-is-last-node="" data-is-only-node=""><a href="https://www.salernotoday.it/green/efficienza-servizi-igiene-urbana-convegno-19-maggio-2026.html">SalernoToday</a></p>
<p data-start="627" data-end="836" data-is-last-node="" data-is-only-node=""><a href="https://globalacademy.srl/wp-content/uploads/2026/05/WhatsApp-Image-2026-05-19-at-11.14.38.jpeg">Il Mattino</a></p>
<p data-start="627" data-end="836" data-is-last-node="" data-is-only-node=""><a href="https://www.notizieirno.com/?p=80878">Notizieirno.it</a></p>
<p data-start="627" data-end="836" data-is-last-node="" data-is-only-node=""><a href="https://www.vocidalcilento.it/salerno-confronto-sul-futuro-dei-servizi-ambientali-e-delligiene-urbana.html">Voci dal Cilento</a></p>
<p data-start="627" data-end="836" data-is-last-node="" data-is-only-node=""><a href="https://www.cilentonotizie.it/dettaglio/57374/salerno-servizi-ambientali-e-raccolta-differenziata58-esperti-e-amministratori-a-confronto-sulle-sfide-del-futuro/#gsc.tab=0">Notizie Cilento</a></p>
<p data-start="627" data-end="836" data-is-last-node="" data-is-only-node=""><a href="https://www.sarnonotizie.it/sarno-tra-le-realta-virtuose-per-ligiene-urbana/">Sarno Notizie</a></p>
<p data-start="627" data-end="836" data-is-last-node="" data-is-only-node=""><a href="https://cronachesalerno.it/settore-ambientale-sarno-citta-virtuosa/">Le Cronache</a></p>
<p data-start="627" data-end="836" data-is-last-node="" data-is-only-node=""><a href="https://www.agendapolitica.it/il-comune-di-sarno-esempio-di-gestione-ambientale-corretta-al-convegno-in-provincia/">Agenda Politica</a></p>
<p data-start="627" data-end="836" data-is-last-node="" data-is-only-node=""><a href="https://globalacademy.srl/wp-content/uploads/2026/05/La-Citta-scaled.png">La Città</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://globalacademy.srl/2026/05/19/rassegna-stampa-evento-efficienza-nei-servizi-di-igiene-urbana/">Rassegna Stampa evento: “Efficienza nei servizi di igiene urbana: quadro normativo e sfide per il futuro”</a> proviene da <a href="https://globalacademy.srl">Global Academy</a>.</p>
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		<title>Formazione ESG: perché conviene investirci — anche se sei una PMI</title>
		<link>https://globalacademy.srl/2026/05/14/formazione-esg-conviene-pmi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[francesca miano]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 14 May 2026 14:46:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[news]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>In molte aziende la formazione sulla sostenibilità viene ancora percepita come un costo opzionale, qualcosa da affrontare quando arriverà l&#8217;obbligo [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://globalacademy.srl/2026/05/14/formazione-esg-conviene-pmi/">Formazione ESG: perché conviene investirci — anche se sei una PMI</a> proviene da <a href="https://globalacademy.srl">Global Academy</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="font-weight: 400;"><em>In molte aziende la formazione sulla sostenibilità viene ancora percepita come un costo opzionale, qualcosa da affrontare quando arriverà l&#8217;obbligo normativo. Questo approccio è sbagliato — e sempre più costoso. In questo articolo spieghiamo, con dati alla mano, perché la formazione ESG produce vantaggi concreti e misurabili: sull&#8217;accesso al credito, sui mercati, sulle persone.</em></p>
<h2>Il punto di partenza: formarsi sull&#8217;ESG non riguarda solo chi è obbligato</h2>
<p style="font-weight: 400;">La Corporate Sustainability Reporting Directive (CSRD) ha ridisegnato il panorama della rendicontazione di sostenibilità in Europa. Con il Pacchetto Omnibus 2025-2026, le soglie di obbligo formale sono state rialzate — e molte PMI si sono convinte di poter restare alla finestra.</p>
<p style="font-weight: 400;">È una lettura parziale della realtà. Il quadro normativo sull&#8217;ESG non si esaurisce negli obblighi di rendicontazione. Tocca le regole bancarie, i requisiti delle catene di fornitura, il Codice degli Appalti, le aspettative dei lavoratori. Essere formati su questi temi — e formare il proprio team — non è una questione di compliance futura. È una questione di competitività presente.</p>
<h2>Vantaggio 1: accesso al credito bancario</h2>
<p style="font-weight: 400;">Dal 1° gennaio 2026 le nuove linee guida dell&#8217;Autorità Bancaria Europea (EBA) sulla gestione dei rischi ESG — EBA/GL/2023/06 — sono pienamente operative per le grandi banche italiane. Questo significa che gli istituti di credito devono integrare per normativa i fattori ambientali, sociali e di governance nei propri modelli di valutazione del merito creditizio. Non è una scelta etica delle banche: è un obbligo prudenziale.</p>
<p style="font-weight: 400;">Per le PMI, questo si traduce in termini molto concreti: il profilo ESG dell&#8217;impresa influisce sul rating bancario interno, che a sua volta determina tassi di interesse, disponibilità di credito e condizioni di accesso ai finanziamenti.</p>
<p>&nbsp;</p>
<table style="font-weight: 400;" width="602">
<tbody>
<tr>
<td width="133"><strong>+11%</strong></td>
<td width="468"><strong>Tasso di erogazione dei finanziamenti più alto per le PMI con elevata adeguatezza ESG rispetto alla media.</strong></p>
<p><em>CRIF — ESG Outlook 2025</em></td>
</tr>
</tbody>
</table>
<table style="font-weight: 400;" width="602">
<tbody>
<tr>
<td width="133"><strong>-25%</strong></td>
<td width="468"><strong>Tasso di default inferiore rispetto alla media per i finanziamenti con elevata adeguatezza ESG.</strong></p>
<p><em>CRIF — ESG Outlook 2025</em></td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p>&nbsp;</p>
<p style="font-weight: 400;">I dati dell&#8217;ESG Outlook 2025 di CRIF mostrano che nel 2024 circa il 39% dei finanziamenti destinati alle PMI italiane è stato erogato a imprese con buoni livelli di adeguatezza ESG, contro poco più del 25% dell&#8217;anno precedente. La tendenza è strutturale e si consoliderà con l&#8217;estensione delle EBA Guidelines alle banche di minori dimensioni, prevista per l&#8217;11 gennaio 2027.</p>
<p style="font-weight: 400;">La connessione tra ESG e credito passa anche dal Tavolo per la Finanza Sostenibile (MEF, Banca d&#8217;Italia, Consob, IVASS e COVIP), che nel dicembre 2024 ha aggiornato il documento &#8216;Il Dialogo di Sostenibilità tra PMI e Banche&#8217;: un set di 40 indicatori ESG standardizzati, su tre livelli di priorità, pensato per strutturare il dialogo tra imprese e istituti finanziari. Le banche lo useranno. Le PMI che non sanno come rispondervi partiranno svantaggiate.</p>
<p>&nbsp;</p>
<table style="font-weight: 400;" width="602">
<tbody>
<tr>
<td width="602"><em>Nota: formarsi sull&#8217;ESG significa anche saper raccogliere, organizzare e comunicare questi dati in modo strutturato. È una competenza, non solo una consapevolezza.</em></td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p>&nbsp;</p>
<h2>Vantaggio 2: accesso a nuovi mercati — filiera e appalti pubblici</h2>
<p style="font-weight: 400;">La CSRD obbliga le grandi imprese a rendicontare non solo le proprie attività dirette, ma anche gli impatti lungo tutta la catena del valore. Questo si traduce in richieste crescenti di informazioni ESG rivolte ai fornitori — indipendentemente dalle loro dimensioni.</p>
<p style="font-weight: 400;">Secondo uno studio del SOSC Monitor di SDA Bocconi, le aziende leader stanno integrando i criteri ESG in profondità nei propri processi di procurement. Tra i requisiti richiesti ai fornitori figurano: codice etico aggiornato e report di sostenibilità (richiesto dall&#8217;84% delle aziende analizzate), audit su lavoro e assenza di lavoro forzato (81%), formazione anti-corruzione (69%), certificazioni ISO 19600/37301 (67%). Una PMI che non ha investito in formazione e in strutturazione del proprio profilo ESG rischia di non superare la fase di qualifica come fornitore.</p>
<p>&nbsp;</p>
<table style="font-weight: 400;" width="602">
<tbody>
<tr>
<td width="602"><strong>Filiera e certificazioni: una barriera sempre più alta.</strong></p>
<p>In settori come automotive, farmaceutico e moda, la certificazione ISO 14001 è già diventata un requisito contrattuale per i fornitori di grandi gruppi. Non averla — o non saperla comunicare — può significare perdere commesse a favore di competitor più strutturati.</td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p>&nbsp;</p>
<p style="font-weight: 400;">Lo stesso vale per gli appalti pubblici. Il Codice dei Contratti Pubblici (D.Lgs. 36/2023) prevede all&#8217;art. 57 clausole sociali e criteri di sostenibilità ambientale nelle gare d&#8217;appalto. Le certificazioni ESG — in primo luogo ISO 14001 per l&#8217;ambiente — consentono alle imprese di accedere a criteri premianti nelle procedure di gara, riducendo anche le garanzie fideiussorie richieste. Le aziende che non dispongono di queste certificazioni, o del personale formato per ottenerle e mantenerle, si trovano in una posizione competitiva sfavorevole fin dalla fase di partecipazione.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>Vantaggio 3: attrarre e fidelizzare le persone</h2>
<p style="font-weight: 400;">Il mercato del lavoro italiano sta attraversando una trasformazione profonda. Il turnover medio nelle imprese italiane ha raggiunto il 37,7% secondo l&#8217;Indagine Confindustria sul lavoro 2023, con punte del 53% nel settore dei servizi. Nelle PMI, i valori possono essere ancora più elevati. Ogni uscita ha un costo — in formazione, produttività, recruiting — che le aziende spesso sottostimano.</p>
<p style="font-weight: 400;">La sostenibilità aziendale è diventata uno dei fattori più rilevanti nelle scelte dei lavoratori, in particolare delle generazioni più giovani. Le analisi sulle tendenze HR del 2025 mostrano che le nuove generazioni — e in particolare la Generazione Z che sta entrando nel mercato del lavoro — pongono grande attenzione a valori come sostenibilità, inclusione e responsabilità etica nella scelta del datore di lavoro, spesso considerandoli equivalenti o superiori ai fattori retributivi.</p>
<p style="font-weight: 400;">Un&#8217;azienda che investe in formazione ESG manda un segnale concreto al proprio team e ai candidati: ci impegniamo seriamente su questi temi, e investiamo nelle competenze delle persone che lavorano con noi. Questo rafforza la percezione dell&#8217;azienda come employer credibile e orientato al futuro — un elemento sempre più determinante per ridurre il turnover e attrarre profili qualificati, in un mercato in cui la talent scarcity è una criticità strutturale.</p>
<p>&nbsp;</p>
<table style="font-weight: 400;" width="602">
<tbody>
<tr>
<td width="133"><strong>37,7%</strong></td>
<td width="468"><strong>Turnover medio nelle imprese italiane. Nelle PMI del settore servizi può superare il 53%.</strong></p>
<p><em>Confindustria — Indagine sul lavoro 2023</em></td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p>&nbsp;</p>
<h2>Vantaggio 4: riduzione del rischio — legale, reputazionale e operativo</h2>
<p style="font-weight: 400;">La formazione ESG non produce solo vantaggi offensivi — accesso a nuove opportunità. Produce anche una riduzione concreta del rischio.</p>
<p style="font-weight: 400;"><strong>Rischio legale e di compliance</strong></p>
<p style="font-weight: 400;">Un team formato sui temi della compliance ESG — che comprenda il D.Lgs. 231/2001, le certificazioni ISO, i requisiti di rendicontazione — è in grado di identificare le aree di esposizione dell&#8217;azienda prima che diventino un problema. Il Modello Organizzativo 231, per esempio, è anche un indicatore di governance rilevante per le banche nella valutazione del merito creditizio. La sua corretta implementazione e aggiornamento richiedono personale formato.</p>
<p style="font-weight: 400;"><strong>Rischio reputazionale</strong></p>
<p style="font-weight: 400;">Il greenwashing — la comunicazione scorretta o esagerata sui propri impegni di sostenibilità — è una delle aree di rischio reputazionale in crescita per le imprese. In Europa, il D.Lgs. 30/2026 ha recepito la Direttiva UE sulle asserzioni ambientali (Green Claims Directive), introducendo obblighi di verifica e trasparenza per le dichiarazioni di sostenibilità rivolte ai consumatori. Un team formato sa cosa può essere comunicato, come e con quali prove. Un team non formato si espone a rischi legali e reputazionali significativi.</p>
<p style="font-weight: 400;"><strong>Rischio operativo e di transizione</strong></p>
<p style="font-weight: 400;">Le normative ambientali si fanno più stringenti, i costi energetici restano strutturalmente alti, le aspettative degli stakeholder crescono. Le imprese che hanno investito in formazione su questi temi — e che hanno strutturato sistemi di gestione ambientale e di governance — sono più resilienti di fronte ai cambiamenti. Quelle che non lo hanno fatto si trovano a dover reagire in emergenza, con costi più alti e margini di manovra ridotti.</p>
<h2>Da dove iniziare: la formazione come primo passo</h2>
<p style="font-weight: 400;">La buona notizia è che non è necessario trasformare l&#8217;azienda dall&#8217;oggi al domani. La formazione ESG è il primo passo — e spesso quello con il migliore rapporto tra investimento e risultato — perché genera consapevolezza, competenza e capacità di raccogliere dati che poi alimentano tutti gli altri processi.</p>
<p style="font-weight: 400;">Un percorso formativo strutturato può partire da:</p>
<ul>
<li>Una panoramica sulle normative ESG rilevanti per il settore e le dimensioni dell&#8217;impresa (CSRD, EBA Guidelines, Codice Appalti, D.Lgs. 231).</li>
<li>La formazione sui sistemi di gestione — ISO 14001 per l&#8217;ambiente, ISO 9001 per la qualità, ISO 27001 per la sicurezza delle informazioni — che producono dati e processi direttamente utili alla rendicontazione ESG.</li>
<li>La formazione sulla redazione del bilancio di sostenibilità: come raccogliere i dati, applicare il principio di doppia materialità, comunicare in modo trasparente e credibile.</li>
<li>La formazione sugli strumenti di dialogo con le banche: come rispondere ai 40 indicatori del documento MEF, come strutturare il profilo ESG aziendale per il credit scoring.</li>
</ul>
<p>&nbsp;</p>
<table style="font-weight: 400;" width="602">
<tbody>
<tr>
<td width="602"><strong>GlobalAcademy accompagna le imprese in questo percorso.</strong></p>
<p>Offriamo corsi su CSRD, bilancio di sostenibilità, D.Lgs. 231, ISO 14001, ISO 9001 e ISO 27001 — in presenza e online, con materiali aggiornati alle normative più recenti. Contattaci per costruire il percorso formativo più adatto alla tua organizzazione.</td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p>&nbsp;</p>
<h2>L&#8217;ESG come competenza, non come adempimento</h2>
<p style="font-weight: 400;">La formazione ESG non è un adempimento da mettere in lista d&#8217;attesa fino all&#8217;obbligo normativo. È lo strumento con cui le imprese costruiscono le competenze per competere in un mercato che sta cambiando strutturalmente.</p>
<p style="font-weight: 400;">Il credito bancario oggi dipende anche dall&#8217;ESG. Le gare d&#8217;appalto e la qualifica nei grandi gruppi dipendono anche dall&#8217;ESG. La capacità di attrarre e trattenere talenti dipende anche dall&#8217;ESG. Non agire non è neutro: è scegliere di partire svantaggiati.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Fonti</strong></p>
<p style="font-weight: 400;"><em>CRIF — ESG Outlook 2025: sostenibilità delle imprese italiane, dicembre 2025</em></p>
<p style="font-weight: 400;"><em>EBA — Final Guidelines on ESG Risks EBA/GL/2023/06, gennaio 2025</em></p>
<p style="font-weight: 400;"><em>MEF, Banca d&#8217;Italia, Consob, IVASS, COVIP — Il Dialogo di Sostenibilità tra PMI e Banche, dicembre 2024 (aggiornamento fine 2025)</em></p>
<p style="font-weight: 400;"><em>SDA Bocconi — SOSC Monitor, Sustainable Operations and Supply Chain</em></p>
<p style="font-weight: 400;"><em>D.Lgs. 36/2023 — Codice dei Contratti Pubblici, art. 57</em></p>
<p style="font-weight: 400;"><em>Confindustria — Indagine sul lavoro 2023</em></p>
<p style="font-weight: 400;"><em>D.Lgs. 30/2026 — Recepimento Direttiva UE Green Claims</em></p>
<p style="font-weight: 400;">
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		<item>
		<title>Efficienza nei servizi di igiene urbana: quadro normativo e sfide per il futuro</title>
		<link>https://globalacademy.srl/2026/05/11/evento-efficienza-nei-servizi-di-igiene-urbana/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[francesca miano]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 11 May 2026 11:18:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[eventi]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://globalacademy.srl/?p=1730</guid>

					<description><![CDATA[<p>Il 19 maggio 2026 a Salerno un convegno per fare il punto su normative, buone pratiche e futuro della gestione [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://globalacademy.srl/2026/05/11/evento-efficienza-nei-servizi-di-igiene-urbana/">Efficienza nei servizi di igiene urbana: quadro normativo e sfide per il futuro</a> proviene da <a href="https://globalacademy.srl">Global Academy</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h3>Il 19 maggio 2026 a Salerno un convegno per fare il punto su normative, buone pratiche e futuro della gestione ambientale nei Comuni italiani.</h3>
<p>Global Academy organizza, per il prossimo 19 maggio 2026, il convegno &#8220;<strong>Efficienza nei servizi di igiene urbana: quadro normativo e sfide per il futuro</strong>&#8220;, in programma dalle ore 9:30 presso il Salone Bottiglieri di Palazzo Sant&#8217;Agostino, in Via Roma 104 a Salerno.</p>
<p>L&#8217;evento è promosso da <strong>Fondazione Bardascino</strong> con il patrocinio della <strong>Provincia di Salerno</strong>, di<strong> AssoAmbiente</strong> e di<strong> Confindustria Salerno</strong>.</p>
<p>La gestione dei servizi di igiene urbana è oggi al centro di una trasformazione profonda: nuove normative, standard qualitativi crescenti e la necessità di rispondere in modo efficace alle aspettative dei cittadini e delle istituzioni rendono urgente un confronto tra tutti gli attori del settore.</p>
<p>Il convegno si propone di offrire agli amministratori locali, agli operatori e ai tecnici del settore un aggiornamento sul quadro normativo vigente — con particolare attenzione alla disciplina ARERA — e di valorizzare le esperienze dei Comuni che hanno già ottenuto risultati concreti in termini di efficienza e sostenibilità.</p>
<p>I lavori si apriranno con i saluti di <strong>Giuseppe Parente</strong>, Presidente della Provincia di Salerno; <strong>Annarita Bruno</strong>, Amministratore di Global Academy; <strong>Chiara Cecchetti,</strong> Responsabile Regolazione e SPL di AssoAmbiente; <strong>Lina Piccolo</strong>, Vice Presidente di Confindustria Salerno delegata all&#8217;Ambiente; <strong>Giovanni Coscia</strong>, Presidente EDA Salerno; e <strong>Vincenzo Bennet</strong>, Amministratore Unico di Salerno Pulita S.p.A.</p>
<p>Seguiranno le testimonianze dei Comuni virtuosi, con gli interventi dei sindaci <strong>Francesco Squillante</strong> (Sarno), <strong>Stefano Pisani</strong> (Pollica), <strong>Martino D&#8217;Onofrio</strong> (Montecorvino Rovella), <strong>Giuseppe Lanzara</strong> (Pontecagnano) e <strong>Mimmo Volpe</strong> (Bellizzi) e un intervento di <strong>Cosimo Bardascino</strong>, Presidente di Fondazione Bardascino. A chiusura l&#8217;intervento tecnico sulla <strong>normativa ARERA</strong>, con i contributi di Ing. <strong>Francesco Causo</strong>, Amministratore di Vitruvio S.r.l.; Arch. <strong>Francesca Ciancimino</strong>, Responsabile ufficio ambiente del Comune di Bellizzi; e Dott. <strong>Giuseppe Arcieri</strong>, Funzionario EDA Rifiuti Salerno.</p>
<ul>
<li><a href="https://globalacademy.srl/wp-content/uploads/2026/05/LOCANDINA.pdf" target="_blank" rel="noopener">Locandina</a></li>
</ul>
<p>L'articolo <a href="https://globalacademy.srl/2026/05/11/evento-efficienza-nei-servizi-di-igiene-urbana/">Efficienza nei servizi di igiene urbana: quadro normativo e sfide per il futuro</a> proviene da <a href="https://globalacademy.srl">Global Academy</a>.</p>
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		<item>
		<title>Rating ESG: cos&#8217;è, come funziona e come migliorarlo per la tua azienda</title>
		<link>https://globalacademy.srl/2026/05/07/rating-esg-guida-completa/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[francesca miano]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 07 May 2026 13:56:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[news]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://globalacademy.srl/?p=1707</guid>

					<description><![CDATA[<p>Il rating ESG è diventato uno degli strumenti più influenti per valutare la sostenibilità di un&#8217;impresa — e il suo [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://globalacademy.srl/2026/05/07/rating-esg-guida-completa/">Rating ESG: cos&#8217;è, come funziona e come migliorarlo per la tua azienda</a> proviene da <a href="https://globalacademy.srl">Global Academy</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="font-weight: 400;"><em>Il rating ESG è diventato uno degli strumenti più influenti per valutare la sostenibilità di un&#8217;impresa — e il suo peso sulle decisioni di banche, investitori e grandi clienti cresce ogni anno. In questa guida spieghiamo cos&#8217;è, chi lo calcola, come incide sull&#8217;accesso al credito e cosa può fare concretamente un&#8217;azienda per migliorarlo.</em></p>
<h2>Cos&#8217;è il rating ESG</h2>
<p style="font-weight: 400;">Il rating ESG è una valutazione sintetica del profilo di sostenibilità di un&#8217;impresa, basata su criteri ambientali (Environmental), sociali (Social) e di governance (Governance). Come avviene per i rating finanziari, questa valutazione viene assegnata da agenzie indipendenti specializzate e serve a fornire agli stakeholder — in primo luogo investitori e istituti di credito — una misura standardizzata di quanto un&#8217;organizzazione gestisce in modo efficace i propri rischi e impatti ESG.</p>
<p style="font-weight: 400;">La definizione formale di rating ESG è contenuta nel Regolamento (UE) 2024/3005 sulla trasparenza e sull&#8217;integrità delle attività di rating ESG, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale dell&#8217;Unione Europea il 12 dicembre 2024 ed entrato in vigore il 1° gennaio 2025: «Un rating ESG è un&#8217;opinione, emessa secondo una metodologia definita, sulla valutazione dei fattori ambientali, sociali e di governance di un&#8217;entità o di uno strumento finanziario.»</p>
<p style="font-weight: 400;">Con questo regolamento, per la prima volta in Europa, i fornitori di rating ESG che operano nell&#8217;Unione Europea sono soggetti a un obbligo di autorizzazione da parte dell&#8217;ESMA (Autorità Europea degli Strumenti Finanziari e dei Mercati) e a requisiti vincolanti di trasparenza sulle metodologie utilizzate. Il regolamento inizierà ad applicarsi a partire dal giugno 2026.</p>
<h2>Chi assegna il rating ESG</h2>
<p style="font-weight: 400;">I rating ESG sono emessi da agenzie indipendenti. Le più riconosciute a livello internazionale sono:</p>
<p style="font-weight: 400;"><strong>MSCI ESG Ratings</strong></p>
<p style="font-weight: 400;">Una delle agenzie più influenti a livello globale, MSCI valuta oltre 14.000 aziende con una scala che va da AAA (leader) a CCC (laggard), suddivisa in tre categorie: leader (AAA, AA), medie (A, BBB, BB) e ritardatarie (B, CCC). Il metodo si concentra sui rischi ESG materiali specifici per settore e sulla capacità delle imprese di gestirli rispetto ai competitor.</p>
<p style="font-weight: 400;"><strong>Sustainalytics (Morningstar)</strong></p>
<p style="font-weight: 400;">Sustainalytics fornisce ESG Risk Ratings che misurano l&#8217;esposizione delle imprese a rischi ESG materiali e la loro capacità di gestirli. La scala va da &#8216;Negligible&#8217; (trascurabile) a &#8216;Severe&#8217; (severo): punteggi più bassi indicano una migliore gestione del rischio. È ampiamente utilizzato da gestori patrimoniali e fondi pensione.</p>
<p style="font-weight: 400;"><strong>EcoVadis</strong></p>
<p style="font-weight: 400;">EcoVadis è particolarmente diffuso nelle catene di fornitura B2B: assegna un punteggio da 0 a 100 basato su un questionario dettagliato compilato direttamente dall&#8217;azienda valutata. È uno degli strumenti più utilizzati dalle grandi imprese per valutare i propri fornitori.</p>
<p style="font-weight: 400;"><strong>S&amp;P Global ESG Scores</strong></p>
<p style="font-weight: 400;">S&amp;P Global valuta oltre 7.500 aziende con un punteggio da 0 a 100, integrato con i dati finanziari tradizionali. È molto utilizzato nell&#8217;analisi finanziaria integrata e costituisce la base dei principali indici ESG globali.</p>
<table style="font-weight: 400; height: 158px;" width="732">
<tbody>
<tr>
<td width="602"><em>Attenzione: non esiste uno standard unico per il calcolo dei rating ESG. Le metodologie delle diverse agenzie possono produrre valutazioni significativamente diverse per la stessa impresa. Per questo motivo, il Regolamento (UE) 2024/3005 punta ad aumentare la trasparenza e la comparabilità delle metodologie utilizzate.</em></td>
</tr>
</tbody>
</table>
<h2>Come viene calcolato un rating ESG</h2>
<p style="font-weight: 400;">Il processo di valutazione varia da agenzia ad agenzia, ma segue generalmente queste fasi:</p>
<ol>
<li style="font-weight: 400;"><strong> Raccolta dei dati</strong></li>
</ol>
<p style="font-weight: 400;">Le agenzie raccolgono informazioni da fonti diverse: bilanci di sostenibilità e report annuali pubblicati dall&#8217;impresa, siti web aziendali e comunicati stampa, database pubblici e registri governativi, articoli di stampa e report di organizzazioni della società civile. Alcune agenzie, come EcoVadis, inviano all&#8217;impresa un questionario diretto per raccogliere informazioni non pubblicamente disponibili.</p>
<ol start="2">
<li style="font-weight: 400;"><strong> Analisi per pilastro ESG</strong></li>
</ol>
<p style="font-weight: 400;">I dati raccolti vengono analizzati separatamente per le tre dimensioni ESG. Gli indicatori ambientali comprendono consumi energetici, emissioni di CO₂ (Scope 1, 2 e 3), gestione delle risorse idriche e dei rifiuti, esposizione ai rischi fisici legati al clima. Gli indicatori sociali riguardano la gestione del capitale umano, la sicurezza sul lavoro, le politiche di diversity &amp; inclusion, i diritti dei lavoratori lungo la catena di fornitura. Gli indicatori di governance analizzano la struttura del consiglio di amministrazione, le politiche anti-corruzione, la trasparenza fiscale e i meccanismi di controllo interno.</p>
<ol start="3">
<li style="font-weight: 400;"><strong> Ponderazione e rating finale</strong></li>
</ol>
<p style="font-weight: 400;">I punteggi parziali vengono ponderati — con pesi che variano significativamente da agenzia ad agenzia e spesso anche da settore a settore — per produrre un rating finale. Agenzie come MSCI applicano una ponderazione basata sulla rilevanza settoriale dei singoli rischi ESG.</p>
<h2>Perché il rating ESG conta per le PMI italiane</h2>
<p style="font-weight: 400;">Per molti anni il rating ESG è stato percepito come uno strumento rilevante esclusivamente per le grandi imprese quotate. Oggi questo scenario è cambiato radicalmente, per due ragioni principali.</p>
<p style="font-weight: 400;"><strong>Il credito bancario è sempre più legato all&#8217;ESG</strong></p>
<p style="font-weight: 400;">Le nuove linee guida dell&#8217;Autorità Bancaria Europea (EBA) sulla gestione dei rischi ESG — EBA/GL/2023/06 — sono diventate operative per le grandi banche italiane a partire dal 1° gennaio 2026. Questo significa che gli istituti di credito sono ora obbligati per normativa a integrare i fattori ambientali, sociali e di governance nei propri modelli di valutazione del rischio creditizio.</p>
<p style="font-weight: 400;">In termini concreti, il profilo ESG di un&#8217;impresa incide sul suo rating bancario interno, che a sua volta determina tassi di interesse, plafond disponibili e condizioni di accesso ai finanziamenti. I dati dell&#8217;ESG Outlook 2025 di CRIF mostrano che nel 2024 le PMI con un&#8217;adeguata adeguatezza ESG hanno registrato tassi di default inferiori di oltre il 25% rispetto alla media, e che i finanziamenti verso imprese con elevati profili ESG sono aumentati significativamente rispetto all&#8217;anno precedente.</p>
<p style="font-weight: 400;">Per supportare il dialogo tra imprese e banche, il Tavolo per la Finanza Sostenibile (coordinato dal MEF insieme a Banca d&#8217;Italia, Consob, IVASS e COVIP) ha pubblicato nel dicembre 2024 il documento &#8216;Il Dialogo di Sostenibilità tra PMI e Banche&#8217;, che definisce 40 indicatori ESG standardizzati su tre livelli di priorità, pensati per essere proporzionati anche alle realtà di piccole dimensioni.</p>
<p style="font-weight: 400;"><strong>La catena di fornitura chiede trasparenza ESG</strong></p>
<p style="font-weight: 400;">Le grandi imprese soggette alla CSRD devono rendicontare i propri impatti lungo tutta la catena del valore. Questo si traduce, in pratica, in richieste crescenti di informazioni ESG rivolte ai propri fornitori — anche quando questi ultimi non sono direttamente obbligati dalla normativa. Disporre di un profilo ESG strutturato diventa quindi un requisito di accesso per entrare o mantenere posizioni nelle catene di fornitura dei grandi gruppi industriali.</p>
<h2>Come migliorare il proprio rating ESG: da dove iniziare</h2>
<p style="font-weight: 400;">Migliorare il rating ESG non richiede necessariamente grandi investimenti iniziali. Il punto di partenza è una valutazione onesta della situazione attuale dell&#8217;impresa su ciascuna dimensione ESG.</p>
<ol>
<li style="font-weight: 400;"><strong> Mappare i propri dati ESG</strong></li>
</ol>
<p style="font-weight: 400;">Il primo passo è raccogliere e organizzare i dati già esistenti all&#8217;interno dell&#8217;organizzazione: consumi energetici, emissioni, dati sulla forza lavoro, politiche di governance, eventuali certificazioni già ottenute (ISO 14001, ISO 9001, ISO 27001). Molte imprese dispongono già di una base informativa significativa, non ancora organizzata in chiave ESG.</p>
<ol start="2">
<li style="font-weight: 400;"><strong> Formare il personale</strong></li>
</ol>
<p style="font-weight: 400;">La qualità dei dati ESG dipende dalla consapevolezza e dalla competenza delle persone che li producono. La formazione su temi come la rendicontazione di sostenibilità, gli standard ESRS, i sistemi di gestione ambientale e la compliance è un investimento che produce effetti diretti sulla qualità del profilo ESG aziendale.</p>
<ol start="3">
<li style="font-weight: 400;"><strong> Integrare i sistemi di gestione</strong></li>
</ol>
<p style="font-weight: 400;">Le certificazioni ISO — in particolare ISO 14001 per l&#8217;ambiente, ISO 9001 per la qualità e ISO 27001 per la sicurezza delle informazioni — producono dati e processi direttamente utili alla rendicontazione ESG. Analogamente, il Modello Organizzativo previsto dal D.Lgs. 231/2001 rafforza il pilastro di governance. Integrare questi sistemi in una strategia ESG coerente evita duplicazioni e massimizza il valore degli investimenti già effettuati.</p>
<ol start="4">
<li style="font-weight: 400;"><strong> Comunicare in modo strutturato</strong></li>
</ol>
<p style="font-weight: 400;">Un rating ESG è influenzato anche dalla qualità e dalla completezza della comunicazione che l&#8217;impresa produce su se stessa. Pubblicare un bilancio di sostenibilità — anche in forma volontaria e proporzionata alle proprie dimensioni — aumenta la visibilità dei dati ESG per le agenzie di rating e per le banche.</p>
<table style="font-weight: 400; height: 195px;" width="729">
<tbody>
<tr>
<td width="602"><strong>GlobalAcademy supporta le imprese nel percorso verso un profilo ESG strutturato e comunicabile.</strong></p>
<p>Dai corsi di formazione su CSRD, ESRS e rating ESG alla consulenza per la redazione del bilancio di sostenibilità, offriamo percorsi su misura per professionisti e organizzazioni di ogni dimensione. Contattaci per una prima valutazione.</td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p><strong>Fonti</strong></p>
<p style="font-weight: 400;"><em>Regolamento (UE) 2024/3005 del Parlamento Europeo e del Consiglio del 27 novembre 2024 — trasparenza e integrità delle attività di rating ESG — Gazzetta Ufficiale UE, 12 dicembre 2024</em></p>
<p style="font-weight: 400;"><em>EBA/GL/2023/06 — EBA Final Guidelines on ESG Risks in Credit Granting and Monitoring — European Banking Authority, 9 gennaio 2025</em></p>
<p style="font-weight: 400;"><em>CRIF — ESG Outlook 2025: sostenibilità delle imprese italiane, dicembre 2025</em></p>
<p style="font-weight: 400;"><em>MEF, Banca d&#8217;Italia, Consob, IVASS, COVIP — Documento per il dialogo di sostenibilità tra PMI e Banche, dicembre 2024 (aggiornamento fine 2025)</em></p>
<p style="font-weight: 400;"><em>MSCI — ESG Ratings Methodology</em></p>
<p style="font-weight: 400;"><em>Sustainalytics (Morningstar) — ESG Risk Ratings Methodology</em></p>
<p style="font-weight: 400;">
<p>L'articolo <a href="https://globalacademy.srl/2026/05/07/rating-esg-guida-completa/">Rating ESG: cos&#8217;è, come funziona e come migliorarlo per la tua azienda</a> proviene da <a href="https://globalacademy.srl">Global Academy</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>CSRD: cos&#8217;è, a chi si applica e cosa fare per prepararsi</title>
		<link>https://globalacademy.srl/2026/04/21/csrd-guida-completa/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[francesca miano]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 21 Apr 2026 13:23:14 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[news]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://globalacademy.srl/?p=1702</guid>

					<description><![CDATA[<p>La Corporate Sustainability Reporting Directive è la normativa europea che ridefinisce come le imprese rendicontano il proprio impatto su ambiente, [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://globalacademy.srl/2026/04/21/csrd-guida-completa/">CSRD: cos&#8217;è, a chi si applica e cosa fare per prepararsi</a> proviene da <a href="https://globalacademy.srl">Global Academy</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="font-weight: 400;"><em>La Corporate Sustainability Reporting Directive è la normativa europea che ridefinisce come le imprese rendicontano il proprio impatto su ambiente, società e governance. In questa guida trovi tutto quello che devi sapere: ambito di applicazione, scadenze aggiornate, standard ESRS e i passi concreti per iniziare a prepararsi.</em></p>
<h2>Che cos&#8217;è la CSRD</h2>
<p style="font-weight: 400;">La CSRD — Corporate Sustainability Reporting Directive — è la Direttiva (UE) 2022/2464 del Parlamento Europeo e del Consiglio, pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale dell&#8217;Unione Europea il 16 dicembre 2022 ed entrata in vigore il 5 gennaio 2023. In Italia è stata recepita con il Decreto Legislativo 6 settembre 2024, n. 125.</p>
<p style="font-weight: 400;">La direttiva aggiorna e amplia in modo sostanziale la precedente normativa sulla rendicontazione non finanziaria (NFRD — Direttiva 2014/95/UE), estendendo gli obblighi di rendicontazione a una platea molto più ampia di imprese e introducendo standard europei vincolanti per la redazione dei report di sostenibilità.</p>
<p style="font-weight: 400;">L&#8217;obiettivo dichiarato dalla Commissione Europea è garantire agli investitori, ai creditori e agli altri stakeholder informazioni sulla sostenibilità più dettagliate, comparabili e affidabili — riducendo al contempo il rischio di greenwashing.</p>
<h2>Le principali novità introdotte dalla CSRD</h2>
<p style="font-weight: 400;">Rispetto alla NFRD, la CSRD introduce cambiamenti significativi su più fronti:</p>
<ol>
<li style="font-weight: 400;"><strong> Standard europei obbligatori (ESRS)</strong></li>
</ol>
<p style="font-weight: 400;">Le imprese soggette alla CSRD devono rendicontare secondo gli European Sustainability Reporting Standards (ESRS), sviluppati dall&#8217;EFRAG (European Financial Reporting Advisory Group) e adottati dalla Commissione Europea come atti delegati. Gli ESRS coprono tutte le dimensioni ESG — ambiente, sociale, governance — e si basano sul principio di doppia materialità.</p>
<ol start="2">
<li style="font-weight: 400;"><strong> Doppia materialità</strong></li>
</ol>
<p style="font-weight: 400;">Il principio di doppia materialità è uno degli elementi più innovativi della CSRD. Ogni impresa deve analizzare sia gli impatti che le proprie attività hanno sull&#8217;ambiente e sulla società (impact materiality), sia i rischi e le opportunità che i fattori ESG comportano per il business (financial materiality). Entrambe le prospettive devono essere rendicontate.</p>
<ol start="3">
<li style="font-weight: 400;"><strong> Rendicontazione nella relazione sulla gestione</strong></li>
</ol>
<p style="font-weight: 400;">Le informazioni di sostenibilità devono essere inserite nella relazione sulla gestione, in una sezione chiaramente identificabile, e non più in un documento separato come avveniva con la dichiarazione non finanziaria prevista dalla NFRD.</p>
<ol start="4">
<li style="font-weight: 400;"><strong> Obbligo di asseverazione esterna</strong></li>
</ol>
<p style="font-weight: 400;">La CSRD prevede che le informazioni di sostenibilità siano soggette ad asseverazione da parte di un soggetto terzo indipendente. Nella fase attuale è prevista l&#8217;asseverazione con livello di sicurezza limitato (limited assurance).</p>
<ol start="5">
<li style="font-weight: 400;"><strong> Coinvolgimento della catena del valore</strong></li>
</ol>
<p style="font-weight: 400;">Le imprese soggette alla CSRD devono includere nella rendicontazione informazioni relative alla propria catena del valore — fornitori, clienti, partner — nella misura in cui tali informazioni siano disponibili o ragionevolmente ottenibili. Questo ha effetti diretti anche sulle PMI che operano come fornitori di imprese obbligate.</p>
<h2>A chi si applica la CSRD: il quadro aggiornato dopo il Pacchetto Omnibus</h2>
<table style="font-weight: 400; height: 166px;" width="912">
<tbody>
<tr>
<td width="602"><strong>Attenzione: il quadro normativo è cambiato nel 2025-2026.</strong></p>
<p>Il Pacchetto Omnibus della Commissione Europea ha modificato in modo significativo le scadenze e il perimetro di applicazione della CSRD. I dati di seguito riflettono il quadro normativo aggiornato alla Direttiva (UE) 2026/470, entrata in vigore il 26 febbraio 2026.</td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p style="font-weight: 400;">La CSRD prevede un&#8217;applicazione scaglionata per categorie di imprese:</p>
<p style="font-weight: 400;"><strong>Prima fase (già in vigore — esercizi dal 1° gennaio 2024)</strong></p>
<p style="font-weight: 400;">Sono soggette alla CSRD le grandi imprese di interesse pubblico (EIP) già rientranti nell&#8217;ambito della NFRD, con oltre 500 dipendenti. Queste imprese hanno pubblicato le prime relazioni di sostenibilità nel 2025, relative all&#8217;esercizio 2024. Questa categoria non è stata toccata dal meccanismo &#8216;stop-the-clock&#8217;.</p>
<p style="font-weight: 400;"><strong>Seconda e terza fase (rinviate al 2028 e 2029)</strong></p>
<p style="font-weight: 400;">Con la Direttiva (UE) 2025/794 — c.d. &#8216;Stop-the-clock&#8217;, entrata in vigore il 17 aprile 2025 e recepita in Italia con la Legge 8 agosto 2025, n. 118 — le scadenze per le imprese che avrebbero dovuto iniziare a rendicontare per gli esercizi 2025 e 2026 sono state posticipate di due anni.</p>
<p style="font-weight: 400;">La successiva Direttiva (UE) 2026/470 ha inoltre ridefinito il perimetro di applicazione: a partire dagli esercizi con inizio dal 1° gennaio 2027, l&#8217;obbligo di rendicontazione si applica alle imprese e ai gruppi che superano contemporaneamente 450 milioni di euro di fatturato netto e una media di 1.000 dipendenti. Le imprese che rientrano nel perimetro avranno quindi l&#8217;obbligo di pubblicazione della prima relazione nel 2028, riferita all&#8217;esercizio 2027.</p>
<table style="font-weight: 400; height: 157px;" width="911">
<tbody>
<tr>
<td width="602"><em>Nota: il quadro normativo è ancora in evoluzione. La Commissione Europea deve completare la revisione degli ESRS e adottare standard volontari per le imprese al di sotto delle nuove soglie. Si raccomanda di monitorare gli aggiornamenti ufficiali e di affidarsi a professionisti qualificati per la valutazione della propria posizione.</em></td>
</tr>
</tbody>
</table>
<h2>Perché la CSRD riguarda anche le PMI</h2>
<p style="font-weight: 400;">Anche le piccole e medie imprese che non rientrano direttamente nel perimetro di applicazione della CSRD possono essere coinvolte in modo significativo — per due motivi principali.</p>
<p style="font-weight: 400;">In primo luogo, le imprese obbligate alla CSRD devono rendicontare la propria catena del valore. Questo significa che i fornitori e i partner di grandi gruppi iniziano a ricevere richieste di informazioni ESG dai propri clienti, indipendentemente dalle soglie dimensionali.</p>
<p style="font-weight: 400;">In secondo luogo, i criteri ESG sono diventati un fattore rilevante per l&#8217;accesso al credito bancario. Le nuove linee guida dell&#8217;Autorità Bancaria Europea (EBA), operative per le grandi banche dal 1° gennaio 2026, obbligano gli istituti di credito a integrare i rischi ESG nei processi di valutazione del merito creditizio. Secondo i dati dell&#8217;ESG Outlook 2025 di CRIF, nel 2024 circa il 39% dei finanziamenti destinati alle PMI è stato erogato a imprese con buoni livelli di adeguatezza ESG, con un aumento di oltre 14 punti percentuali rispetto all&#8217;anno precedente.</p>
<h2>Gli standard ESRS: cosa devono rendicontare le imprese</h2>
<p style="font-weight: 400;">Gli European Sustainability Reporting Standards (ESRS) definiscono in modo dettagliato le informazioni che le imprese soggette alla CSRD devono includere nella propria relazione di sostenibilità. La prima serie di standard, adottata nel luglio 2023 dalla Commissione Europea, comprende:</p>
<ul>
<li>ESRS 1 e ESRS 2 — standard trasversali, che definiscono i principi generali e le informazioni generali sul modello di business e sulla governance.</li>
<li>Standard tematici ambientali (ESRS E1-E5) — che coprono cambiamenti climatici, inquinamento, risorse idriche, biodiversità e uso delle risorse.</li>
<li>Standard tematici sociali (ESRS S1-S4) — che riguardano la forza lavoro, i lavoratori della catena del valore, le comunità interessate e i consumatori.</li>
<li>Standard di governance (ESRS G1) — che tratta condotta aziendale, etica e gestione dei rischi.</li>
</ul>
<p style="font-weight: 400;">La Commissione Europea, nell&#8217;ambito del Pacchetto Omnibus, ha incaricato EFRAG di rivedere gli standard con l&#8217;obiettivo di ridurre il numero di informazioni richieste e di eliminare gli elementi meno rilevanti. Il processo di revisione è in corso.</p>
<h2>Come iniziare a prepararsi: i passi concreti</h2>
<p style="font-weight: 400;">Anche per le imprese che non sono ancora direttamente obbligate, iniziare a strutturare la propria gestione ESG rappresenta un vantaggio strategico. Ecco i passi fondamentali:</p>
<ul>
<li>Analisi di materialità: identificare quali temi ESG sono rilevanti per il proprio business, sia in termini di impatti generati, sia di rischi e opportunità.</li>
<li>Raccolta dei dati: mappare le informazioni ambientali, sociali e di governance già disponibili all&#8217;interno dell&#8217;organizzazione e individuare le lacune.</li>
<li>Formazione del team: garantire che le persone coinvolte nel processo di rendicontazione abbiano le competenze necessarie per comprendere e applicare gli standard ESRS.</li>
<li>Dialogo con la catena del valore: iniziare a strutturare il flusso di informazioni ESG con fornitori e partner, anche in assenza di un obbligo formale.</li>
<li>Integrazione con i sistemi di gestione: collegare la rendicontazione ESG ai sistemi di gestione esistenti (ISO 14001, ISO 9001, D.Lgs. 231) per evitare duplicazioni e massimizzare l&#8217;efficienza.</li>
</ul>
<p>&nbsp;</p>
<table style="font-weight: 400; height: 178px;" width="911">
<tbody>
<tr>
<td width="602"><strong>GlobalAcademy supporta le imprese in ogni fase del percorso verso la rendicontazione ESG.</strong></p>
<p>Dai corsi di formazione sulla CSRD e sugli standard ESRS alla consulenza per la redazione del bilancio di sostenibilità, offriamo percorsi su misura per professionisti e organizzazioni. Contattaci per una prima valutazione.</td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Fonti</strong></p>
<ul>
<li style="font-weight: 400;"><em>Direttiva (UE) 2022/2464 del Parlamento Europeo e del Consiglio del 14 dicembre 2022 — EUR-Lex</em></li>
<li style="font-weight: 400;"><em>Decreto Legislativo 6 settembre 2024, n. 125 — recepimento italiano della CSRD</em></li>
<li style="font-weight: 400;"><em>Direttiva (UE) 2025/794 del 14 aprile 2025 — &#8216;Stop-the-clock&#8217;</em></li>
<li style="font-weight: 400;"><em>Legge 8 agosto 2025, n. 118 — recepimento italiano della Stop-the-clock</em></li>
<li style="font-weight: 400;"><em>Direttiva (UE) 2026/470 del 26 febbraio 2026 — Pacchetto Omnibus I</em></li>
<li style="font-weight: 400;"><em>Commissione Europea — finance.ec.europa.eu/corporate-sustainability-reporting</em></li>
<li style="font-weight: 400;"><em>EFRAG — European Financial Reporting Advisory Group</em></li>
</ul>
<p>L'articolo <a href="https://globalacademy.srl/2026/04/21/csrd-guida-completa/">CSRD: cos&#8217;è, a chi si applica e cosa fare per prepararsi</a> proviene da <a href="https://globalacademy.srl">Global Academy</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
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